mercoledì 17 gennaio 2018

Recensione di “Dodici ricordi e un segreto” di Enrica Tesio

Buongiorno a tutti ed eccomi tornata con la seconda recensione dell’anno!

Come state? Io sono stata colpita dall’influenza (a causa di quell’untrice di mia figlia undicenne!) e sto una pezza, ma spero di rimettermi presto!

Passiamo ora a presentarvi il libro che La Libridinosa, La Biblioteca di Eliza e Stefania di Due lettrici quasi perfette mi hanno caldamente consigliato!


CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA








AUTORE: Enrica Tesio
TITOLO: Dodici ricordi e un segreto
PAGINE: 272
CASA EDITRICE: Bompiani
PERCHÉ L'HO LETTO: è il mio “Cappello Parlante” nella Challenge Hogwartsiana e quindi mi è stato consigliato dalle organizzatrici.
GENERE: narrativa


TRAMA

''Vuoi essere l'addetta al ricordo, bambina mia?'' Attilio, il nonno che è stato per lei un padre, fa ad Aura questa richiesta sconcertante: non assistere alla malattia che divorerà la mia mente, ricordami nel pieno della vita.
Aura è una ragazza speciale, ha il nistagmo - disturbo che fa muovere le pupille incessantemente e che le è valso il soprannome di Signorina Occhipazzi - e davvero il suo sguardo è sempre rivolto a qualcosa di diverso da quello che vedono gli altri, come alla ricerca di un dettaglio che eternamente le sfugge. Ma proprio per questo Aura è coraggiosa, sa stare sola, sa che gli uomini spesso guardano solo la superficie delle cose: così accetta la sfida e parte per un paese lontano.
Quando però, al suo ritorno, scopre che Attilio è stato di parola e si è recluso in una casa di riposo, Aura capisce di non voler rispettare il patto e comincia a cercare il nonno ovunque: nei messaggi che lui ha seminato dietro di sé come sassolini bianchi nel bosco, nella memoria di chi gli ha voluto bene, nei propri ricordi e in quelli di sua madre Isabella, inadeguata all'amore eppure caparbiamente ostinata a cercarlo, sempre troppo ''leggera'' ma forse per questo capace di rialzarsi quando cade.
E' così che Aura raccoglie frammenti dell'esistenza del nonno ma anche di quelle dei molti personaggi che popolano il romanzo: ''cocci'' di vite autentiche, spesso dolenti, irrisolte ma capaci di incastrarsi le une con le altre in maniera sorprendente. Enrica Tesio mette in queste pagine uno humour piemontese appena velato di malinconia, un po' di ferocia e una scrittura pulita, diretta eppure capace di momenti di improvvisa tenerezza; e fa di questo coro zoppicante e vivo di personaggi una originalissima ''variazione sul tema della famiglia'', i suoi fallimenti, le sue possibilità.
E i suoi segreti, perché di certo non c'è famiglia, felice o infelice, che non ne abbia uno.

RECENSIONE

Attilio e sua nipote Aura sono i protagonisti di questo bel romanzo di Enrica Tesio. 
Conosciamo i protagonisti e la vicenda attraverso gli occhi di Aura, una prima bambina e poi ragazza affetta da un disturbo agli occhi chiamato nistagmo (movimento involontario, rapido e ripetitivo, degli occhi) che le vale il soprannome Signorina Occhipazzi e il giudizio a volte implacabile degli altri e i biglietti di nonno Attilio che la ragazza ritrova in casa al ritorno da un anno come au pair in Irlanda, fortemente voluto proprio da lui.
Eh si, perché Attilio ha scelto di affrontare da solo la propria Emme (malattia), l’Alzheimer, mai pronunciata lungo il romanzo, ma chiaramente riconoscibile dall’impietoso inghiottimento della memoria che viviamo nelle pagine, e ha convinto l’adorata nipote ad intraprendere prima un viaggio che la tenga lontana mentre lui si trasferisce in una casa di riposo e poi a non cercarlo più, perché vuole che lei sia “L’addetta al ricordo?” “Sì, quella che si ricorderà di me come sono adesso, prima che la malattia faccia il suo corso.”
Una decisione che Aura non accetta di buon grado e la porta a chiudersi nella lettura dei bigliettini che Attilio ha lasciato sparsi per la sua abitazione e nei quali scrive episodi della sua vita e storie mai conosciute da nessuno, nemmeno dalla figlia Isabella, prima che la malattia glieli nasconda per sempre. 
Pian piano entreranno in scena nuovi personaggi, da Sergio, il nuovo compagno di Isabella, a Tomaso, suo figlio e a Gemma, una vecchia conoscenza di Attilio, molto importante per la nostra storia. 
Verranno a galla delle verità che ci portano ad un finale shock e commovente...preparate i fazzoletti mi raccomando!

La scrittura della Tesio è scorrevole e accattivante, il ritmo adatto alle varie parti della narrazione e il linguaggio semplice.
Ha creato una storia originale e familiare. L’ambiente dove cresce Aura profuma di famiglia, nonostante la madre, una donna a mio parere bambina lei stessa, che si butta nelle varie relazioni a capofitto, ne prende a piene mani fin che può e le abbandona dopo che le viene chiesta una maturazione e un impegno più serio oppure dopo qualche “gentile” messa alla porta.

Adoro alcuni dei personaggi: Guglielmo in primis, l’amico di famiglia da tempo immemore, coetaneo di Isabella, con un fratello perennemente bambino, sempre presente sia per lei che per Aura, con un cuore enorme, spesso occupato dagli uomini sbagliati, ma per lo più impegnato nel centro dove si occupa di ragazzi con problemi mentali davvero in modo esemplare; Attilio, ovviamente, (un uomo così non può lasciare indifferenti!), un maestro elementare, un nonno eccezionale e un padre solo (la moglie è morta in un incidente automobilistico) che cerca di crescere la figlia, uno spirito molto libero, e la nipote nel migliore dei modi, mettendo da parte se stesso e rinunciando ad una sua vita e naturalmente Gemma, nonostante occupi solo pochi capitoli, il suo personaggio mi è piaciuto tantissimo, con la sua flemma, la sua serenità (a dispetto di ciò che ha vissuto!) e il suo cuore semplice.

Purtroppo anche se come vi ho raccontato il romanzo ha molti punti positivi, dall’originalità della storia, alla scrittura frizzante e scorrevole, ai personaggi ben costruiti, non è stato in grado di entrarmi nel cuore dalla prima riga; mi ha coinvolto solamente negli ultimi capitoli ed alcuni personaggi, come ad esempio Isabella, Sergio e lo stesso Tommaso, mi hanno spesso infastidito con i loro comportamenti al limite della logica e mi hanno impedito di dedicarmi con piacere alla lettura. 

Mi sento comunque di consigliare la lettura di questo volume...fatemi sapere cosa ne pensate voi; leggendo qua e là ho visto di essere un po’ una mosca bianca: tutti lo hanno apprezzato molto!


GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 9
Scrittura: 10
Personaggi: 8
Complessivo: 9

Simo



giovedì 11 gennaio 2018

Auguri di Buon 2018 e recensione di “Artemis Fowl L'incidente artico" di Eoin Colfer

Buongiorno a tutti e bentrovati sul mio bloggino, ahimè estremamente abbandonato. Quest’anno, grazie alle diverse Challenge Letterarie a cui sto provando a partecipare e al mio obiettivo di scrappare almeno un progetto al mese, spero di rinvigorirlo un po’!

Per ben cominciare vi faccio subito i miei più cari auguri per un 2018 pieno di serenità, felicità e allegria e inizio subito con la prima lettura dell’anno!!!


Come vi dicevo prima sto partecipando a 3 Challenge librarie quest’anno:
1) quella organizzata da Laura di La Libridinosa, Stefania di Due lettrici quasi perfette e Laura di La Biblioteca di Eliza intitolata Tutti ad Hogwarts con le tre Ciambelle (e se ve lo state chiedendo siiiiiiiiiiiiii sono nella casa Grifondoro!!!!!)
2) quella organizzata da Chiara di La lettrice sulle nuvole e Dolci di Le mie ossessioni librose intitolata Di che colore sei?
3) quella organizzata da Daniela di Un libro per Amico e Baba di Desperate Bookswife intitolata Visual Challenge

Ho esagerato? Penso proprio di sì...ma di libri non si è mai sazi!!!! Per di più questa è stata una lettura a quattro occhi, visto che si tratta del compito delle vacanze di mia figlia di antologia e devo dire che mi ha divertito molto...ma veniamo al dunque.



CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA




AUTORE: Eoin Colfer
TITOLO: Artemis Fowl L'incidente artico
PAGINE: 303
EDIZIONE: Best Sellers Oscar Mondadori febbraio 2006
PERCHÉ L'HO LETTO: sinceramente me lo sono trovato tra capo e collo per aiutare mia figlia nella sua prima lettura (obbligatoria per scuola, altrimenti lei mai si darebbe data alla lettura...si lo so: non è figlia mia, l'ho trovata sotto ad un cavolo!!!! Ha ha ha!) e ne sono rimasta affascinata.
GENERE: romanzo fantasy 

TRAMA

Artemis Fowl è davvero un genio criminale? Sì, visto che a dodici anni è riuscito a impadronirsi dell'oro custodito dal Popolo delle creature fatate e a beffarsi della magia. Cinico, senza scrupoli è provvisto di una schiacciante superiorità intellettuale, Artemis ha tuttavia un punto debole: l'amore per la madre, che pretende di mandarlo a scuola come un moccioso qualunque, e per il padre, misteriosamente scomparso fra i ghiacci dell'Artico. Ed è appunto per ritrovare Fowl senior, prigioniero della Mafia russa, che Artemis deve chiedere aiuto ai suoi nemici di sempre, Spinella Tappo della polizia elfica e il suo burbero comandante Julius Tubero. Ma anche il Popolo è nei guai, e per uscirne ha bisogno di Artemis...
Un'alleanza che darà vita a una turbinosa avventura magico-tecnologica condita con massicce dosi di azione, suspense e humor nero: perché solo una nuova impresa di Artemis Fowl può superare la precedente.


RECENSIONE

La serie di Artemis Fowl è composta in totale da otto volumi e questo di cui andiamo a parlare è il secondo. Si tratta di una serie fantasy per ragazzi, scritta dall'autore irlandese Eoin Colfer, pubblicata tra il 2001 e il 2013, con ambientazione irlandese, dove i personaggi sono in parte umani ( il nostro amico Artemis e la sua guardia del corpo Leale) e in parte magici (l'elfa Spinella Tappo-poliziotta della Lep Libera Eroica Polizia, il suo comandante Julius Tubero, il nano cleptomane Bombarda Sterro, la folletta Opal Koboi, l'ex comandante Briar Brontauro, i perfidi goblin e tutto il Popolo-gli abitanti del sottosuolo).

La storia è un susseguirsi di colpi di scena e di avventure senza fiato. Il lettore non ha proprio tempo 
di annoiarsi e la scrittura di Colfer è intrigante, coinvolgente, ma allo stesso tempo semplice e adatta anche ai lettori più giovani. I ritmi sono serrati, da videogioco direi e i personaggi ben definiti: nonostante sia il secondo volume, vengono presentati ognuno con la propria storia e con accenni alla vicenda precedente. 

Il protagonista è Artemis Fowl, un ragazzino di tredici anni che viene dipinto come un piccolo genio, sia del crimine (ha fatto fortuna con alcuni programmi "poco legali", con una serie di false riproduzioni di dipinti e sottraendo una parte dell'oro del Popolo giocando loro un brutto tiro) che della tecnologia. Insomma è un piccolo Sherlock Holmes moderno a mio avviso, alla ricerca del padre Artemis Fowl Senior, il quale,  tentando di dar vita ad un commercio di Coca Cola nell'estremo nord della Russia, da "fastidio" alla Mafia locale che lo attacca violentemente causandone la presunta morte. La moglie cade in uno strato di forte depressione, da cui emergerà grazie al figlio, e Artemis Junior non crede alla sua scomparsa; viene infatti raggiunto da una mail dove gli viene mostrato l'uomo fatto prigioniero.

Anche negli strati inferiori qualcosa non va: uno strano commercio illegale di pile preoccupa l'agente Spinella Tappo e, nonostante il forte risentimento che nutre per Artemis, i due si troveranno fianco a fianco per portare a termine le loro rispettive missioni. Non mi dilungo ulteriormente nella narrazione della vicenda, perché sarebbe un vero peccato togliervi il gusto di questa splendida avventura, ma vi consiglio caldamente di intraprenderla, possibilmente dal primo volume. Quando leggo una serie cerco sempre di iniziare dal primo libro, poiché mi "disturbano" molto le citazioni che immancabilmente vengono fatte nei volumi successivi, onde per cui mi tocca andare a scovare anche il primo!!!

Tornando alla recensione, spendo ancora due parole per l'evoluzione dei personaggi: Artemis, Spinella, Leale e Julius iniziano nel peggiore dei modi la loro avventura. Sono ancora scottati dalle vicende della prima avventura e "non si possono vedere". Spinella e Tubero non si fidano assolutamente di Artemis, ma non possono fare a meno della sua mente superiore alla norma.
Artemis  si considera un gradino sopra a tutti e non reputa nessuno particolarmente degno della sua attenzione. Trovo splendido il modo in cui man mano questi pareri vengono completamente ribaltati: il ragazzo arrogante, quasi cattivo, dell'inizio con suo stesso stupore e grazie ai gesti di rispetto e di generosità di Spinella, Tubero e addirittura di Bombarda, si ritrova a desiderare di aiutarli e mette in secondo piano le proprie volontà; Spinella, rigida e imperturbabile agente, arriva a rischiare la propria vita per salvare quella del ragazzo e del padre e più di una volta scavalca le rigide normative del Popolo per non venire meno al profondo senso di giustizia insito in lei; anche Bombarda, un ladro geniale e "molto puzzolente"(la sua figura vi farà morir dal ridere in alcune pagine e quasi dar di stomaco in altre!), non esiterà a mettere in pericolo se stesso per permettere ai suoi ex-nemici di strappare il Popolo alla terribile sorte prevista per loro da Opal e Brontauro. 
Non vi tedio ulteriormente con le mie parole, ma lasciatemi dire che anche i "cattivi" vi conquisteranno per la perfidia e la tremenda perfezione del loro piano ed il centauro Polledro non potrà fare a meno di sorprendervi con le sue invenzioni strampalate ma perfette per la missione dei nostri eroi.

Trovo questa storia adatta davvero a tutti: i più giovani ameranno l’avventura, i mille congegni tecnologici ideati da Polledro e Artemis e impareranno una lezione di generosità, rispetto ed umiltà, i meno giovani apprezzeranno certamente l’originalità della trama, la crescita dei personaggi, e naturalmente l’adrenalina che pervade tutta la storia!



GIUDIZIO COMPLESSIVO

Avventura adrenalinica, non adatta ai deboli di cuore, ma perfetta per i coraggiosi e gli impavidi. 

Trama: 10
Scrittura: 9
Personaggi: 10
Complessivo: 9/10

Vi do appuntamento a prestissimo con la seconda lettura dell'anno...ciao a tutti! 

Simo


















domenica 3 settembre 2017

Recensione di "Scrivere è un mestiere pericoloso" di Alice Basso

Ciao a tutti e buona giornataaaaaaa!!!!

Nonostante sia lunedì mattina e rientri ufficialmente nel mio ufficio, sono davvero contentissima oggi, perché torno a parlarvi di una scrittrice favolosa (e talentuosa!!!) che ho avuto addirittura l'onore di conoscere personalmente, ospite della Libreria Alberi d'Acqua qui ad Asti.



Eccoci qui!!!!!! Che emozioooooooneeeeee! Poi Alice è proprio come la vedi: un vulcano di parole, risate, simpatia,...non vedo l'ora di rivederla!

Ma ora veniamo a noi. Dopo la prima avventura di Vani Sarca & co. non potevamo certo restare a bocca asciutta e Alice ci ha accontentato col secondo libro (e già pure con il terzo che devo ancora leggere!), che non delude e ti fa fare le ore piccole per vedere l'evolversi della storia.

La scrittrice ha già reso noto che la storia si dipana in 5 romanzi, per cui non posso che aggiungermi al club #esciilquartolibro!

CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA






AUTORE: Alice Basso
TITOLO: Scrivere è un mestiere pericoloso
PAGINE: 337
EDIZIONE: Garzanti prima edizione maggio 2016 con autografo (me felice!!!)
PERCHÉ L'HO LETTO: ma che domande...perché è un libro che non può essere lasciato lì: dovevo sapere come proseguiva la storia tra...
GENERE: romanzo narrativo

SECONDA DI COPERTINA



TERZA DI COPERTINA



QUARTA DI COPERTINA





RECENSIONE

Niente è più bello che iniziare una nuova settimana lavorativa parlando di un libro che ti ha fatto ridere, investigare, cantare e innamorare...meno male che esiste Alice Basso!

Nei suoi romanzi non ti stanchi mai, sei sempre "sul pezzo", non puoi lasciare nemmeno per un attimo i personaggi, insomma quando arrivi all'ultima riga ricominceresti subito il successivo. Avevamo lasciato la mitica Vani Sarca, la protagonista di questa serie di romanzi, con il cuore a pezzi e un tantinello incazzusa per via della situazione sentimentale che si è ritrovata a vivere, per cui la ritroviamo single, ma circondata da un paio di persone che le vogliono bene ( no non si tratta della sua famiglia con cui ha un rapporto diciamo limitato al Natale!): il commissario Berganza, suo datore di lavoro aggiunto e Morgana, la sua vicina adolescente nonché, a detta della stessa Vani, una sua copia, visto che le ricorda se stessa alla sua età.

Per chi non avesse letto il primo romanzo, ricordo che Vani Sarca è una ghostwriter, ossia una persona che scrive libri che verranno pubblicati col nome di altri autori e per questo deve assorbire conoscenze sulla materia di cui scrive e modo di scrivere dell'autore ufficiale, e lavora per il viscido Enrico...si non mi piace il suo capo...mica c'è qualcuna che lo apprezza?!?!?!?!? 
La nostra scrittrice però ha un doppio lavoro per via di una sua particolare attitudine a leggere nella mente e nel cuore delle persone, per cui ha due capi, ma il secondo è nettamente migliore del primo: affascinante (alla Humphrey Bogart di Casablanca per capirci), empatico e Commissario ; eh si perché il secondo lavoro di Vani è consulente speciale della polizia, viste le sue ottime doti anche investigative!

Cosa dire di Morgana? Lei e la sua amica Laura si sono affezionate tantissimo a Vani, nonostante i suoi modi sempre rudi e grezzi (diciamo che non è la vicina perfetta), e lei non è da meno; soprattutto nei confronti di Morgana si sente una sorella maggiore e spesso e volentieri la aiuta a risolvere i suoi guai, ad esempio in questo volume la vediamo aitante compositrice di pezzi rock, con l'aiuto di un nuovo personaggio, che spero Alice continuerà a farci apprezzare, Ivano, il nipote indisciplinato ma buonissimo di Berganza.

Insomma come vedete non si può certo dire che ci troviamo di fronte ad un romanzo noioso: già solo la vita privata della protagonista è da film ( e non vi ho parlato di Riccardo, il suo ex fidanzato, su di cui c'è da scrivere fiumi di parole...brutte da parte mia!!!!!); tuttavia accanto a questa, troviamo anche tutta la vicenda poliziesca che nasce dal fatto di dover scrivere un libro di ricette condite dai ricordi della vecchia cuoca di una famosa famiglia torinese, vera leader nel campo dell'abbigliamento. Questa famiglia era già saltata agli albori della cronaca nera per via di un fratricidio avvenuto cinque anni prima, ma durante l'intervista che Vani fa a Irma, questa fantastica vecchietta tira fuori delle notizie davvero sconvolgenti!

Non vi dico di più, se non che Irma è un personaggio a cui Vani si affeziona molto e che anche noi lettori faticheremo a dimenticare, sia per la simpatia che suscita, sia per quanto le accade nel romanzo.

Non posso che lasciarvi quindi consigliandovi caldamente la lettura di questo libro, per quel che mi riguarda il terzo volume mi sta già facendo l'occhiolino!!!

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 10
Scrittura: 10
Personaggi: 10
Complessivo: 10

Come sempre mi farebbe piacere sapere la vostra opinione!

Baci baci

Simo


lunedì 21 agosto 2017

Recensione di "Borgo Propizio" di Loredana Limone

Buongiorno a tutti e bentornati.

Oggi vi parlo di un libro ripetutamente consigliato da moltissime book blogger, che volevo leggere da una vita e che mi ha lasciato davvero soddisfatta e felice. 
Mi manca addirittura, perché la scrittrice ha creato davvero un ambiente caldo, familiare e profumato!
Ma vedo di spiegarmi meglio.

CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA





AUTORE: Loredana Limone
TITOLO: Borgo Propizio
PAGINE: 280
EDIZIONE: Tea edizione settembre 2013
PERCHÉ L'HO LETTO: sono mesi che è nei miei pensieri...finalmente è arrivato il momento giusto!!!!
GENERE: romanzo narrativo

RECENSIONE

Vi presento con immenso piacere: Mariolina, la sorella Marietta, Belinda e Ornella, con le loro storie, i loro familiari, ma soprattutto con l'amata cittadina Borgo Propizio.
Appena metterete "piede" nella prima riga del romanzo ne verrete piacevolmente risucchiate e coinvolte fino al midollo dalle sorelle Mariolina e Marietta, abbandonate dal padre da bimbe ed orfane di mamma, la cui tranquilla esistenza viene movimentata dall'arrivo di Ruggero, aitante muratore altolocato che rapisce il cuore di Mariolina, mentre si dedica alla ristrutturazione del negozio di Belinda, che porta aria di innovazione nel tranquillo e un po' dormiente Borgo Propizio. A loro si aggiunge Ornella, pimpante neo separata, che dopo anni di vessazione sia da parte del marito che della madre Elvira finalmente decide di prendere in mano la propria vita e di essere felice.
Partendo dalle storie di queste quattro donne che pian piano diventano amiche e rappresentano il fulcro del romanzo, ci allarghiamo e conosciamo Cesaree Claudia, papà e mamma di Belinda, in piena crisi di cuore e la mitica Letizia, specialissima zia vedova, grande ammiratrice del Gran Musichiere (ovvero un famoso cantante che avrebbe voluto far sposare a Claudia) e degli oroscopi, che aiuta con metodi alquanto poco ortodossi le vicende delle nipoti.

Accanto all'aitante Ruggero, incontriamo i suoi anziani e fastidiosi genitori e Candela, ingombrante ed impicciona domestica, parlante solo in spagnolo ma che capisce benissimo ogni sfumatura italiana delle vicende semicomiche che la circondano.

Ma non dimentichiamoci come vi dicevo che anche Borgo Propizio è un assoluto protagonista del Libro, col suo Castelluccio, il suo fantasma, le sue antiche storie, misteri mai risolti...fino ad oggi.

Eh si, non potrete interrompere la lettura fino all'ultima riga e anche allora non vorrete lasciare nessuno dei personaggi e dei luoghi pittoreschi e fantastici che ci vengono presentati. Io in particolare non mi smuoverei da un certo posto chiamato  
"Fatti mandare dalla mamma"...di cui non vi svelo nulla se non che è un piccolo angolo di paradiso...venite a conoscerlo.

QUARTA DI COPERTINA






GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 9 1/2
Scrittura: 10
Personaggi: 10
Complessivo: 9/10

E voi????? Cosa ne pensate??? Io corro a leggere il secondo volume!!!!!

Ciao ciao

Simo



giovedì 6 luglio 2017

Recensione de "Storia del nuovo cognome" serie L'amica geniale di Elena Ferrante

Buongiorno a tutti, dopo più di un anno sono riuscita a leggere la prosecuzione della serie "L'amica geniale" di Elena Ferrante e, come la volta precedente, già dalle prime righe sono stata catturata dalla storia che febbrilmente ho terminato in pochi giorni. Neanche questo volume mi ha deluso e così...il terzo volume già mi aspetta, anche se non ho idea di quando riuscirò ad iniziarlo.

Ma veniamo al dettaglio.


CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA




AUTORE: Elena Ferrante
TITOLO: Storia del nuovo cognome L'amica geniale Volume secondo Giovinezza
PAGINE: 470
EDIZIONE: edizioni e/o febbraio 2016
PERCHÉ L'HO LETTO: innanzitutto perché era da tempo che volevo sapere come procedeva la storia lasciata in sospeso e poi...perché era arrivato il mio turno in biblioteca: l'avevo prenotato da mesi 😜😜😜
GENERE: romanzo narrativo con saga familiare 

RECENSIONE

Anche il secondo volume della serie è un tomo di tutto rispetto, ma come nel primo la scrittura dell'autrice è coinvolgente e accattivante: non ti permette di mollare la storia nemmeno per un attimo, tra colpi di scena, nuovi personaggi, allontanamenti e riavvicinamenti vari, l'evolversi delle varie vicende, insomma ce n'è da dover leggere!

Abbiamo lasciato Lenù e Lila al matrimonio di una delle due e da lì ripartiamo. Le amiche ora, nonostante abbiano solo sedici anni, si ritrovano una ad affrontare con la sua solita verve la vita coniugale e l'altra a proseguire i suoi studi che la portano ad apparire quasi come una star nel suo rione di nascita. E si perché una donna che prosegue gli studi, addirittura fino all'università, per l'epoca (siamo negli anni 70) e per un povero rione di Napoli sono cosa davvero straordinaria e la ragazza si trova ad affrontare la quasi riverenza anche di alcuni dei suoi amici d'infanzia.

L'autrice affronta anche le difficili e complicate relazioni sentimentali (sia nei confronti dei loro compagni di vita sia tra loro stesse) delle due ragazze: troviamo di nuovo Elena che si trova ancora ad affrontare l'invidia nei confronti di Lila, della sua mente sempre pronta e brillante nonostante i tanti anni ormai trascorsi dagli studi comuni, della sua vita ormai agiata e ricca, dell'amore che riesce a vivere appieno con la passione che solo lei riesce a mettere in tutte le cose che desidera veramente, che le porterà lontane e distanti per alcuni anni, grazie anche alle occasioni della vita che si presentano ad Elena.

Questo rapporto quasi di amore/odionche troviamo sovente nella vicenda mi ha sempre lasciato un po' esterrefatta: non ci troviamo di fronte alle classiche amiche che escono insieme, fanno le stesse cose, si sentono, si vedono e così via; mi è sempre parso un rapporto alternativo diciamo: Elena che vuole sempre primeggiare, essere la più brava a scuola, avere il ragazzo migliore, avere la vita più brillante, per cui spesso fa le cose tanto per poter dire di averle fatte, quasi a spuntare un elenco... e Lila a cui non interessa tanto primeggiare, quanto fare sempre come le pare, non considerando le ricadute dei suoi comportamenti sugli altri, passando da stati di quasi febbrile ossessione in quello che fa a momenti di totale apatia in cui nulla riesce a smuoverla.

Non riesco a capire se sia questo il motivo per cui quando prendo in mano questa saga non riesco a mollarla fino all'ultima pagina, oppure l'effettiva bravura dell'autrice, che oltre ad avere uno stile sicuramente intrigante ed accattivante, è riuscita a narrate una storia per nulla scontata, con personaggi magistralmente presentati e raccontati in ogni momento della loro vita: nell'infanzia (libro precedente ) abbiamo trovato i problemi con le famiglie, le storie del rione, la scuola,... nella giovinezza invece sentimenti in primo piano, vita coniugale, problemi di coppia, lavoro, scuola superiore ed universitaria, primi viaggi in grandi città (Pisa, Milano, Parigi),... 

L'unica pecca che ho trovato e che mi ha portato a non iniziare immediatamente la lettura del terzo romanzo è il fatto che proprio alla fine del libro è riapparso un personaggio che mi ha fatto dire:"Ma come, ancora lui??? Altro che ossessione: rovina la vita di tutte e due le ragazze e invece di lasciarlo dov'era la Ferrante me lo riporta in auge...uffa!". 

È bruttissimo scrivere una recensione cercando di non svelare niente, ma vorrei proprio sapere se qualcun'altra la pensa come me...magari ci scriviamo in privato!


SECONDA DI COPERTINA 





TERZA DI COPERTINA






QUARTA DI COPERTINA






GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 9 1/2
Scrittura: 10
Personaggi: 10
Complessivo: 9/10


Grazie di essere arrivate fino qui e spero davvero di poter sentire i vostri pareri.

Ciao ciao

Simo


domenica 28 maggio 2017

Recensione di "Amata per caso" di Stefano Zecchi

Ciao a tutti e bentornati a trovarmi! Oggi fa caldissimo e non ho voglia di fare niente,  così ne approfitto per fare la recensione della mia ultima lettura, che mi ha positivamente stupita. Cercavo in casa qualcosa che andasse bene per le Challenge a cui cerco di partecipare e mi sono imbattuta in questo libro, che non ricordavo nemmeno più di avere. Spero vi appassioni come me...venite che ve lo presento.


CARTA DI IDENTITÀ


COPERTINA




AUTORE: Stefano Zecchi
TITOLO: Amata per caso romanzo di un'adozione
PAGINE: 250
EDIZIONE: Mondadori gennaio 2004
PERCHÉ L'HO LETTO: perchè mi serviva un libro con la copertina Nera per la Challenge delle Laure
GENERE: romanzo 


SECONDA DI COPERTINA 






TERZA DI COPERTINA




QUARTA DI COPERTINA






RECENSIONE



GIUDIZIO COMPLESSIVO

Sinceramente quando ho iniziato la lettura di questo libro ho avuto paura di finire in un vortice di tristezze, maltrattamenti e abusi. L'ambientazione, la povertà, la prevaricazione degli uomini sulle donne e sui bambini mi avevano fatto pensare di essermi imbattuta in una storia estremamente drammatica...e invece no!!!

La nostra piccola Malini ha solo sette anni quando il papà, lavorante per le strade, viene gravemente ferito e non fa più ritorno a casa. La mamma disperata inizia a vendere le capre che allevavano per poterlo raggiungere, ma niente: i soldi non bastano e il dramma della povertà si aggiunge al fatto di non sapere né se l'uomo sia vivo né tantomeno dove sia stato ricoverato, accanto alla spada di Damocle di essere pure accusato per danni dalla compagnia per cui svolgeva il suo lavoro. 

Insomma l'inizio è davvero disastroso per la famiglia composta da mamma, il ferito papà, Malini e altri tre fratellini più piccoli.
Ma la bambina non si da per vinta: aiuta la mamma in tutti i modi, partecipa anche alla vita del paese incastrato tra le montagne dell'India e ha sempre un sorriso e una parola buona per tutti. Purtroppo irrompe nella famiglia lo zio che obbliga la madre a vendere la piccola per un pugno di rupie e da qui la vita di Malini non sarà più la stessa. Viene affidata al Francais, un uomo misterioso e di poche parole, che si occuperà quasi con amore della piccola e le fornirà preziosi insegnamenti per la vita. 

Queste parole aiutano Malini ad affrontare le varie tappe della sua giovane vita. Il Francais infatti non starà con lei sempre e, prima di approdare a Milano con l'adozione, affronta diverse avventure.

Tappa finale e più emotiva è sicuramente quella legata all'adozione però: Giorgio e Margherita diventano i suoi nuovi genitori e il libro racconta splendidamente i sentimenti che si agitano nel cuore e nella mente di Malina, sia nei confronti della sua nuova famiglia che della vita che l'attende. Infatti non è mai andata a scuola e anche questa tappa porta nuove emozioni alla bambina. 

Tuttavia la piccola non si fa mai sommergere dalla negatività dell'ambiente che la circonda, dalle ansie e dalle paure di Margherita o dagli atteggiamenti dei compagni.

Non mi inoltro ulteriormente nell'evolversi della storia, odio fare spoiler, ma vorrei ancora fare due riflessioni sui personaggi.

Ho adorato da subito Giorgio, un padre adottivo davvero splendido: pieno di attenzioni per la bimba, con cui cerca di instaurare un rapporto profondo, ma mai oppressivo e invadente. Posato, non perde mai la staffa, sembra avere sempre la risposta giusta, offre il suo appoggio alla famiglia, insomma sembra quasi la mamma.
La moglie invece è l'opposto: ansiosa e praticamente ossessiva verso la bimba, non riesce a far passare il suo amore e si sente perennemente inadeguata e fatta "male" per via della sua sterilità.

Di Malini seguiamo invece passo per passo tutta la crescita, da quando abita nel piccolo paesino montano con la famiglia e si dedica al "suo" orto e alle sue caprette, aiuta la mamma, sempre ubbidiente, dote che si porterà sempre dietro,...questa difficoltà a dire no; la vediamo sempre mansueta seguire gli insegnamenti e le indicazioni del Français, delle suore e della famiglia adottiva...fino a quando universitaria farà esplodere il suo io e finalmente affronterà i sentimenti molto forti nei confronti di Margherita.

Ovviamente il mio consiglio è di leggerlo, le emozioni che ci trasmetterà sono intense, vere e vi lasceranno tanti spunti su cui riflettere e pensare.


Trama: 9 
Scrittura: 8 1/2
Personaggi: 8 1/2
Complessivo: 9

Ciao ciao a tutti e a presto 

Simo


Partecipo a:

Challenge 2017 La Ruota delle Letture 

Challenge 2017 Il giro del mondo in 80 libri

Challenge del gruppoletturadenoialtrisufb

domenica 14 maggio 2017

Recensione di "Quando le ombre finiscono" di Cristina Rava

Buongiorno a tutti e come sempre sul filo del rasoio vi presento il secondo libro della Challenge de La Libridinosa e de La Biblioteca di Eliza.

Anche questo è stato un libro avvincente e splendido...effettivamente non faccio molto testo: mi piacciono praticamente tutti i libri che leggo, per cui o sono particolarmente fortunata nella scelta o esistono pochi libri brutti e riesco ad evitarli quasi tutti! 😂😂😂😂😂

Ma veniamo a noi, non vedo l'ora di presentarvi Ardelia Spinola.


CARTA DI IDENTITÀ


COPERTINA






AUTORE: Cristina Rava
TITOLO: Quando finiscono le ombre
PAGINE: 289
EDIZIONE: Garzanti
PERCHÉ L'HO LETTO: sempre grazie alle varie Challenge a cui partecipo ho avuto la scusa per leggere questo libro che mi aveva incuriosito tantissimo e mi ero fatta prendere da un'amica alla presentazione che si era tenuta qui vicino
GENERE: romanzo giallo


SECONDA DI COPERTINA 







TERZA DI COPERTINA






QUARTA DI COPERTINA







RECENSIONE

La tranquillità di Albenga viene sconvolta dal ritrovamento del cadavere di una donna sui binari del treno e così entra in scena la nostra Ardelia Spinola, medico legale poco più che cinquantenne che fin dalle prime righe mi ha conquistata. 

Ardelia è splendida: estremamente affascinante, simpatica, impulsiva esi butta anima e corpo in tutto ciò che fa, la passione con cui svolge il suo lavoro e l'umanità che rivolge ai corpi che visiona ne fanno una donna di rara sensibilità. Non si ferma semplicemente all'autopsia, ma cerca nel suo piccolo di fornire tutti i dettagli che possono aiutare le indagini nei casi di omicidio e, se proprio proprio chi di dovere non riesce a svelare il mistero, ecco che l'anima investigativa di Ardelia entra in campo, con i suoi metodi non sempre ortodossi e ufficiali, accompagnati dal suo infallibile sesto senso, che danno una svolta decisiva alle indagini.

Archiviato il primo come caso di suicidio, ci troviamo di fronte ad un'altra mistero e qui non c'è verso di trattenere la dottoressa Spinola, che non sa dire di no agli amici e iniziando da una semplice sparizione ci si ritrova di fronte ad un secondo cadavere. Così tra antiche storie  di passati omicidi, amori travagliati, case di cura, persone più o meno disturbate, parenti serpenti, ma anche amici sinceri, parroci dal cuore d'oro, vecchietti arzilli, si dipana la storia di Spartaco, un comunista di altri tempi, con un grande sogno politico e alti valori morali, cui il fervore e l'impeto lo conducono ad una vita ahimè di dolori e sofferenze, fino alla perdita della lucidità. Struggente il racconto che fa di lui la sua amata Angiolina.

Accanto alla storia principale del romanzo, troviamo anche quella personale della nostra Ardelia, ricca di colpi di scena e di avventure...altro che gialli e misteri!

A partire dal suo amato Arturo, affascinante e misterioso (uhhhhh quanto mi piace!!), con la passione per l'alchimia e i libri antichi, un po' di segreti passati e presenti (legati anche alla sua dolce metà!), che lo hanno spinto a lasciare il suo lavoro di ricercatore in una grande metropoli per rifugiarsi tra i boschi e i monti, circondato dalla natura e dal silenzio, al suo angelo custode Gabriel, "zio" che si occupa dell'animo e del fisico maltrattati della nostra dottoressa insieme all'amico polacca Teresa, Doina col figlio Ughetto, profughi dal cuore d'oro "adottati" da Ardelia, don Ernesto e gli arzilli vecchietti della sua parrocchia che l'aiutano a far luce sul passato e sulla personalità di Spartaco, ma anche il paesaggio ligure che, con la sua contrapposizione tra mare e boschi incuneati tra i monti alle sue spalle, dona a tutta la vicenda un'ambientazione fantastica.

Riassumendo:
- personaggi ben presentati e ammalianti
- giallo davvero ben studiato (non avevo indovinato l'assassino praticamente fino alla fine!)
- scrittura coinvolgente e frizzante, ho molto apprezzato questa autrice per me ancora sconosciuta: mai monotona nonostante le oltre 250 pagine, mai pesante, anzi sempre "completa" nelle sue descrizioni senza essere esagerata, insomma

...

cosa fate ancora qui? Correte a leggerlo! Anzi a leggerli tutti dal primo all'ultimo!!!!

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 9 1/2
Scrittura: 9 1/2
Personaggi: 9 1/2
Complessivo: 9 1/2

Buona settimana a tutti

Simo


Partecipo a:

Challenge 2017 La Ruota delle Letture 

Challenge 2017 Il giro del mondo in 80 libri

Challenge del gruppoletturadenoialtrisufb