venerdì 20 aprile 2018

Recensione di “Fiori sopra l’inferno” di Ilaria Tuti

Buongiorno a tutti e bentrovati nel mio blogghino! Oggi vi presento un libro che ho letto con molto timore, vista la mia risaputa fifonaggine. 
Solitamente scelgo da me le mie letture, facendomi ispirare da alcuni blogger o dal mio “fiuto” o da pubblicazioni tipo “Il Libraio”.
Questo libro, come diversi altri, è il mio Cappello Parlante di questo mese nella Challenge organizzata da La Biblioteca di Eliza, Due lettrici quasi perfette e La Libridinosa, che di solito mi consigliano letture più tranquille...questa volta, invece, pauraaaaaaa 😱😱😱!

Scherzi a parte, venite con me a scoprire questo splendido romanzo!


CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA






AUTORE: Ilaria Tuti
TITOLO: Fiori sopra l’inferno
PAGINE: 366
CASA EDITRICE: Longanesi
PERCHÉ L’HO LETTO: è il titolo nascosto sotto il mio “Cappello Parlante” nella Challenge Tutti a Hogwarts con le 3 ciambelle.
GENERE: thriller


TRAMA

«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa.
Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno.Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine.
Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura

RECENSIONE

Come vi accennavo poc’anzi, mi sono avvicinata con molti dubbi a questa lettura, poiché nonostante sia una patita di gialli ho sempre paura di quando “incontro” un thriller che mi porti inquietudine e obbrobrio, e devo dire, con molta gioia, che mi sono proprio sbagliata in questo caso!

Il volume narra di alcuni delitti e aggressioni  particolarmente violenti che avvengono nel paesino di Travení, una cittadina montana incastonata tra boschi, montagne e un lago oscuro. 
Le vicende scuotono la popolazione, apparentemente tranquilla, e portano man mano a galla segreti e vecchie storie sapientemente coperte da anni.

Lasciatemi subito dire che la trama ideata dalla Tuti è assolutamente eccezionale: la soluzione del caso, davvero inaspettata, mi ha lasciato tristemente a bocca aperta, ho provato una sorta di simpatia con l’assassino e la sua vicenda personale mi ha letteralmente inorridita; leggere poi negli approfondimenti a fine libro che trattasi di vicenda “scientifica” realmente accaduta, ecco quello mi ha rovinato il sonno! Non sto a svelarvi quale pratica sia, perché l’avevo letta io stessa in una recensione e il conoscerla prima mi ha rovinato un po’ la lettura, ma sicuramente porterà anche voi a pensare quanto l’uomo possa essere basso, meschino e senza cuore in virtù della “scienza”!

Ho molto apprezzato la narrazione su due piani: quella ovviamente attuale, con l’evolversi dei casi, delle indagini, degli inseguimenti e degli interrogatori, e quella passata, che ci presenta la storia del killer, la sua infanzia e gli anni della crescita, che ci aiutano pian piano a scoprire importanti tasselli della sua personalità e del suo modo attuale di essere. 

Ed eccomi finalmente a parlarvi di lei, l’indiscussa primadonna e protagonista assoluta di questo libro: Teresa Battaglia. Senza nulla togliere ai suoi colleghi e agli altri personaggi sapientemente presentati con i loro pregi e difetti, con le loro ambiguità e le loro debolezze, come il dottor Ian (il medico del paese), l’ispettore Marini (quante risate mi sono fatta con i suoi tentativi di imbonirsi il capo, puntualmente trasformati in figuracce) e Gloria (la madre del piccolo che viene rapito, di cui, nonostante fosse un personaggio secondario, ho molto apprezzato la forza e la decisione che dimostra e che non la fanno scivolare in un sentimento di compatimento nei suoi confronti, ma bensì in una forte solidarietà), il commissario Battaglia è proprio su un altro pianeta.

Ci troviamo di fronte ad una donna di mezza età, con un carisma senza precedenti (nel senso che non ho mai incontrato nel corso delle mie letture un personaggio così forte, che ti lascia un segno dopo il suo passaggio), una grande empatia con tutte le persone con cui entra in contatto (assassini compresi), una grande conoscenza dell’animo umano (è praticamente una profiler, una figura che ho trovato raramente nei romanzi italiani) e soprattutto una profonda profonda umanità che a prima vista parrebbe inesistente, per i suoi modi spicci, quasi sarcastici e freddi, ma proseguendo nella narrazione emerge piano piano in tutta la sua più schietta realtà. Anche la malattia che inizia a disturbarla la rende più vera e non potrà che mancarvi la sua verve e la sua compagnia quando terminerete (ahimè troppo in fretta) questo libro.

Non mi resta che consigliarvi quindi al più presto la lettura di “Fiori sopra l’inferno”, dove potrete trovare un mistero appassionante e per nulla scontato, un paesaggio mozzafiato ma allo stesso tempo tenebroso e cupo, dei personaggi meravigliosi (in primis i bambini!) e lei...il commissario (finalmente una donna!) Teresa Battaglia, riduttivo chiamarla solo personaggio!


GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 10 e lode
Scrittura: 10 
Personaggi: 10 
Complessivo: 10 +

Aspetto le vostre impressioni...mi raccomando!

Buon weekend

Simo

giovedì 19 aprile 2018

Recensione di “La Fioraia del Giambellino” di Rosa Teruzzi

Ciao a tutti e buona giornata!! È scoppiata finalmente la  primavera e possiamo ricominciare la “frequentazione assidua” di parchi e gelaterie! Poi si arriva a sera distrutti e pronti a mettersi a nanna con un buon libro tra le mani: questo è senza dubbio uno di questi! L’ho divorato in pochi giorni e stavo aspettando dallo scorso agosto, quando ho letto il primo volume “La sposa scomparsa”, il momento giusto per leggerlo.
Corro quindi a presentarvelo!


CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA







AUTORE: Rosa Teruzzi
TITOLO: La Fioraia del Giambellino 
PAGINE: 169
CASA EDITRICE: Sonzogno
PERCHÉ L'HO LETTO:  era da tempo (da agosto scorso quando ho letto il primo
volume “La sposa scomparsa”) che volevo leggerlo e finalmente si incastra nelle Challenge a cui sto partecipando! Yuppiiii!!! 🎉🎉🎉😁😁😁
GENERE: romanzo giallo (tranquilli, che vi farà dormire serenamente) con un pizzico di “rosa” e di ilarità!


TRAMA

Avvicinandosi il tanto atteso giorno delle nozze, Manuela, ragazza milanese romantica e un po’ all’antica, sogna di realizzare il suo desiderio più grande: essere accompagnata all’altare dal padre. Il problema è che lei quel genitore non l’ha mai conosciuto e non sa chi sia. È un segreto che sua madre ha gelosamente custodito, e che per nulla al mondo accetterebbe di rivelare. Stanca delle continue liti in famiglia per ottenere la confessione cui tanto tiene, a Manuela non resta che cercare aiuto altrove. Così bussa alla porta del vecchio casello ferroviario, dove abitano tre donne assai originali, sulle quali ha letto qualcosa in una pagina di cronaca nera: la poliziotta Vittoria, tosta e non proprio un modello di simpatia, sua madre Libera, fioraia con il pallino dell’investigazione, e la nonna Iole, eccentrica insegnante di yoga, femminista e post hippie. Sono tre donne diversissime, spesso litigiose, con il talento di mettersi nei guai ficcando il naso nelle faccende altrui. Saranno proprio loro, dopo le iniziali esitazioni, ad andare alla ricerca del misterioso padre. Le tracce, come in una caccia al tesoro di crescente suspense, le condurranno in giro per Milano e nei paesini della Brianza, a rivangare l’oscuro passato della madre di Manuela, custodito nei ricordi e nelle omertà di chi l’ha conosciuta da giovane. E a mano a mano che si avvicineranno alla soluzione del caso, si troveranno di fronte al dilemma: rivelare la scabrosa verità, oppure no?

RECENSIONE

Ed eccomi finalmente di nuovo in compagnia di Vittoria (la figlia poliziotto), Iole (l’eccentrica mamma) e Libera (la mia preferita, fioraia per lavoro e investigatrice per caso)!
Mi sono appassionata alle avventure di queste tre donne con il caso precedente e con questo volume tutte le mie più rosee opinioni sono state rafforzate, ma procediamo con ordine e presentiamole una per una.
Libera è una splendida e riservata donna dalla chioma rossa (alla Julianne Moore per capirci), rimasta vedova in giovane età con una bimba (Vittoria) piccola e con un grosso buco nel cuore: la morte ovviamente del marito (poliziotto) avvenuta in circostanze poco chiare e “in sospeso” (l’assassino non è mai stato scoperto), il rapporto a dir poco complicato che ne deriva con la figlia e il fallimento della sua libreria...grava tutto su di lei, la più matura e responsabile del terzetto. 
Meno male che esiste il suo angolo di paradiso, “La fioraia del Giambellino” è lei, dove si rinchiude a riflettere, a calmarsi e a realizzare i suoi famosissimi bouquet nuziali “portafortuna”, portati alla ribalta da una diva sua cliente in un’intervista sul giornale e che le procurano una buona dose di lavoro anche se non sempre “facile”. 
A movimentare la sua vita, oltre ai misteri nei quali si trova quasi senza volerlo, troviamo ben due spasimanti: il serio collega del marito  “Gabriele – anzi il dottor Gabriele Ricci, dirigente dell’ufficio crimini violenti della Questura e capo di sua figlia Vittoria – non era stato solo il partner professionale di Saverio e il suo migliore amico, ma anche il padrino di Vicky, il socio di Libera nella libreria, una spalla e un complice (per dirlo brevemente e con parole più che autorevoli: quelle di Rosa in persona!) e Furio, simpaticissimo cuoco che porta sempre una ventata di allegria alla nostra protagonista e intenzionato ad avviare molte attività con la nostra Libera, non solamente professionali 😉!

Iole, o meglio la mitica, pazza, impicciona, figlia dei fiori, chiacchierona, eccentrica,  e chi più ne ha ne metta,  mamma di Libera. 
Lei è il tocco di allegria e di leggerezza della storia, sempre pronta ad impicciarsi in primis nelle avventure di cuore e nelle indagini della figlia, nonché a farla disperare per il continuo viavai dei suoi fidanzati nella sua stanza alle ore più impensate della giornata, soprattutto della notte sottolineerei 😂😂😂. Quante risate vi farà fare!!!

E infine Vittoria, il personaggio che mi piace di meno. In primis perché tratta spesso male Libera (e si sa che non si tratta male la mamma!!!) e le dà la “colpa” di non aver insistito con chi di dovere per arrivare alla risoluzione del caso del padre tuttora irrisolto. 
La trovo scorbutica, introversa e saccente, insomma non sono riuscita proprio ad entrare in sintonia col suo personaggio, anche se ho la sensazione che nei prossimi libri verrà approfondito e sarà in grado di regalarmi delle belle emozioni...starò a vedere se ho azzeccato questa mia previsione!

Venendo alla storia di questo volume, ci troviamo di fronte nuovamente ad un giallo ben confezionato, che vi terrà sulle spine fino all’ultima pagina e che non vi deluderà. 
Le indagini in cui si trova coinvolta suo malgrado Libera questa volta si avvicinano molto alla sua famiglia: una figlia che vuole ritrovare a tutti i costi il padre di cui la madre ha sempre dichiarato la morte. Veniamo così a conoscenza di Manuela, una ragazza solare che per non continuare a discutere con la madre Patrizia, ormai in fin di vita, decide di assumere la nostra simpatica fioraia per svelare finalmente il segreto della sua nascita.
Se da un lato ci troviamo una ragazza dolce, allegra, ma allo stesso tempo decisa e testarda che vi intenerirà immediatamente, dall’altro conosciamo una donna che ha trascorso tutta la vita a fuggire e a proteggere la figlia, dura, antipatica, scorbutica, con un inconfessabile segreto e che non attirerà di certo le simpatie di nessuno. 
Il finale beh come vi dicevo prima vi lascerà a bocca aperta, ma allo stesso tempo con tanto amaro in bocca e la sensazione di sollievo che di solito provo alla risoluzione di un mistero, in questo romanzo viene sostituita da una grande tristezza e amarezza, che mi ha fatto pensare a quanta ragione avesse Patrizia a non svelare la sua storia a nessuno.

Accanto a questa vicenda troviamo quelle personali della famiglia protagonista: un nuovo indizio compare che farà riaprire il caso di Saverio, il defunto marito di Libera, e che aprirà un fiume di emozioni e di pensieri nella stessa fioraia che subirà una vera tempesta di emozioni; il cuoco spasimante che invece le regalerà tante risate, un attimo di notorietà ed una proposta del tutto inaspettata; l’amico di sempre Ricci che improvvisamente  si allontanerà da lei, portandola a riflettere sugli effettivi sentimenti che prova per lui; Vittoria con cui, dopo una prima parte di allontanamento e separazione, si instaura un  riavvicinamento serio e maturo, dovuto all’inevitabile amore tra mamma e figlia e naturalmente al caso del papà, che immagino nel terzo volume appena uscito verrà sviscerato e probabilmente risolto una volta per tutte, eliminando il grande ostacolo che c’è sempre stato tra loro due.

La scrittura è assolutamente coinvolgente, semplice, ricca di suspance; la trama è perfetta, con ragionamenti realistici per la parte gialla e con le giuste riflessioni per la parte più emotiva, pur trattandosi di un secondo volume, qualunque lettore non troverà l’antipatica sensazione di essersi perso qualcosa ma potrà affrontare la lettura di ogni volume separatamente (cominciate comunque dal primo, mi raccomando!!!!); i personaggi ben presentati e approfonditi, anche se questo volume si concentra maggiormente su Libera; l’ambientazione in una Milano moderna, ma allo stesso tempo lontana dalla metropoli, con il suo centro in un vecchio casotto adiacente alla ferrovia con annesso negozio di fiori e giardino, mi fa sentire a casa ogni volta che lo ritrovo: sembra proprio un accogliente focolare domestico.

Se mi permettete, Rosa in questo romanzo hai superato te stessa...non vedo l’ora di iniziare il terzo volume e non posso che consigliare caldamente questa lettura a tutti, ma attenzione tenetevi liberi da ogni altra occupazione: non potrete abbandonarla fino all’ultima pagina! 😘😘😘

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 10
Scrittura: 10
Personaggi: 10
Complessivo: 10



Come sempre, sono curiosissima di sapere la vostra opinione: scrivetemi appena finirete di divorarlo!

Ciao ciao

Simo

martedì 20 marzo 2018

Recensione di “Breve storia di due amiche per sempre” di Francesca Del Rosso


Buongiorno a tutti e benvenuta primavera...anche se non la vedo molto bene tra una gelata, una nevicata e una pioggia a catinelle 😂😂😂!

Oggi vi parlo di un libro scritto da una donna forte e speciale. La sua storia, i suoi libri, i suoi pensieri, la sua vita sono raccontati qui http://francescadelrosso.it/...dateci un’occhiata: vi toccherà le corde del cuore.

CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA










AUTORE: Francesca Del Rosso
TITOLO: Storia di due amiche per sempre
PAGINE: 204
CASA EDITRICE: Mondadori
PERCHÉ L'HO LETTO: è il mio “Cappello Parlante” di questo mese nella Challenge Hogwartsiana e quindi mi è stato consigliato dalle organizzatrici.
GENERE: narrativa


TRAMA

Un tradimento, come ce ne sono tanti.
Ma quando irrompe nel suo matrimonio, Tessa reagisce in modo inaspettato. Senza scenate e senza urla, si trova a riprendere un viaggio in un passato che credeva di essersi lasciata alle spalle.
Mentre tenta di fare chiarezza ricompare Clara, la sua amica del cuore, con cui ha fumato le prime sigarette, ha ascoltato fino a consumarle le cassette dei Guns ’n’ Roses e trascorso ore al telefono… Quella amica speciale che un giorno è uscita dalla sua vita senza un perché. 
Lenito il dolore di quella ferita, Tessa aveva smesso di cercarla, ma a volte il destino segue dei percorsi tutti suoi e così, vent’anni dopo, le due amiche si ritrovano.
Forse per caso. O forse no.
Ora Tessa è mamma, ha un lavoro da editor ed è una donna riservata. Clara è una donna in carriera, sposata ma senza figli. Tante cose sono cambiate, ma i fili di quell’amicizia si intrecciano di nuovo e quando Tessa e Clara tornano nella casa in Abruzzo, dove hanno trascorso tante estati della loro giovinezza, trovano ad accoglierle un melograno in fiore. Lo stesso che a sedici anni avevano piantato per gioco. Lo avevano giurato: “Saremo amiche per sempre, finché morte non ci separi”.
Ma è possibile rimanere amiche per sempre?
Perdersi per anni e poi ritrovarsi? 
La risposta è nascosta all’ombra di quel melograno diventato grande. Qui, finalmente, proveranno a sciogliere i nodi delle loro esistenze.
Con una scrittura fresca e spigliata, che non si sottrae alla dolcezza malinconica del ricordo, Francesca Del Rosso evoca la potenza e le mille sfaccettature dell’amicizia femminile raccontando due donne nelle diverse età della vita: ragazzine inseparabili tra anni Ottanta e Novanta, adulte responsabili ma non meno appassionate vent’anni dopo. Due donne allo specchio, due amiche per sempre.


RECENSIONE

Un libro scritto da una donna, con una storia che fa parte della vita di tante donne, che non potrà lasciare indifferente il cuore di una donna.

Eggià perché chissà quante di noi hanno avuto un’amica del cuore con cui vivevano in simbiosi durante l’infanzia e l’adolescenza, quella con cui bastava uno sguardo per capirsi, quella con cui ci si scambiavano lettere e bigliettini a scuola e che lo scorrere della vita, il prendere strade diverse, ha portato a svanire, a essere sostituite da altre amicizie e a finire col restare un bel ricordo del passato, spesso senza nemmeno un motivo preciso. 
In questo libro il perché c’è, eccome se c’è, ma lo scopriremo (ovviamente) solo alla fine: prima dobbiamo penetrare nella vita e nella testa di Tessa, una delle due protagoniste, la più debole delle due, colei che brutalmente e crudelmente viene riportata ad una triste realtà proprio dal compagno di vita, dall’uomo che ha sposato, dal padre di suo figlio, che in una manciata di minuti ha buttato via per poche notti brave tutto quello che avevano costruito insieme...e Tessa non riesce a dimenticare, a buttarsi tutto alle spalle, a perdonare.

Ha “bisogno” di ritrovare lei: quell’amica che come mai nessun’altra riusciva a comprenderla, a starle vicino, quella “turchetta” che per anni l’ha completata. Ma lei senza un perché improvvisamente è svanita dalla sua vita, non l’ha più cercata e non ha più risposto alle lettere e alle telefonate. A questo punto DEVE ritrovarla e con estrema facilità ci riesce, ma nulla è più come prima: Clara la tratta con sufficienza, il suo sorriso è quasi sardonico, il suo problema non la scalfisce...Tessa è quasi tradita una seconda volta.
E poi finalmente la svolta, piano piano iniziano a rientrare una nella vita dell’altra e ci ritroviamo nella situazione opposta: è Clara che sta affogando e Tessa finalmente diventa quella forte, quella che a dispetto di tutti quegli anni di vuoto tra loro dà il tutto per tutto e ritrova la sua Clara, scoprendo il vero motivo del loro allontanamento.

Eh si, questa storia è un susseguirsi di emozioni, di lacrime, di sorrisi, di colpi al cuore non indifferenti.

Ho adorato come la scrittrice abbia alternato una prima parte del libro, dove la voce narrante è quella di Tessa, dove viene presentata la sua storia, Clara e adolescenza comprese, dove viene messa a nudo la sua anima, i suoi pensieri, il suo rapporto col marito Giorgio, il suo essere mamma, e una seconda parte dove torna ad essere amica, dove riprende in mano la sua vita e realizza il suo grande sogno, dove torna ad esserci un Clara e Tessa. 
Ma la parte che non mi aspettavo è l’epilogo, quel qualcosa che va oltre i normali finali, dove risolta la vicenda centrale i personaggi si salutano e tutto resta fermo come in un’istantanea, ma non si sa mai il “dopo”, il dove vanno a finire tutti e il cosa succede poi. Ecco qui Francesca mi ha strappato un sorriso, mi ha lasciato tanta tenerezza nel cuore, ma anche una velata malinconia...una certa tristezza per l’inevitabile che toccherà ad ognuno di noi, dopo una vita passata a correre, a mettere spesso in secondo piano affetti e famiglia per il lavoro...ecco non so, forse  avrei preferito fermarmi all’istantanea dove tutti sorridono felici e hanno sempre 40 anni.

Lasciando da parte queste riflessioni più malinconiche, non posso che consigliare caldamente la lettura di questo bel romanzo a tutte le donne ( si perché non me lo vedo un uomo dedicarsi a questo tipo di storia) : l’ambientazione attuale, lo stile scorrevole, coinvolgente e senza mezzi termini dell’autrice, i personaggi -tutti quanti, traditori compresi- sono reali, istintivi, passionali e descritti con dovizia di particolari non tanto fisici quanto caratteriali...si mi è molto piaciuta questo particolare di essere praticamente nella testa di Tessa, e la storia forte, crudele a tratti, ma che profuma (in tutti i sensi...e leggendola capirete a cosa mi riferisco) di amicizia, di passato, di nonne (adorerete nonna Felicia...scine scine!). 

Insomma ci sono tutti quegli ingredienti che a noi piacciono tanto!


GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 9
Scrittura: 10
Personaggi: 8
Complessivo: 9

Vi aspetto alla prossima e spero tanto di leggere le emozioni che questo romanzo saprà donarvi.

Ciao ciao

Simo


lunedì 19 marzo 2018

Recensione di “La Biblioteca delle anime” di Ransom Riggs

Buongiorno a tutti e buona domenica! Questa mattina sono una straccio, perché stanotte ho “dovuto” (voi mi capite, vero?) finire questo libro e finalmente dare una degna conclusione a questa splendida trilogia, per cui sono andata a nanna alle due 😂😂😂.



CARTA DI IDENTITÀ 


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AUTORE: Ransom Riggs
TITOLO: La Biblioteca delle anime. Il terzo libro di Miss Peregrine La casa dei ragazzi speciali
PAGINE: 492
CASA EDITRICE: Rizzoli
PERCHÉ L'HO LETTO: stavo aspettando il momento giusto per terminare questa magnifica saga...e grazie a Dio è arrivato. Yuppiiiiiii!
GENERE: narrativa fantasy


TRAMA

L’avventura cominciata con Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali, e proseguita con Hollow City, trova, in questo terzo libro, un finale eccitante, pieno di suspense. Jacob, il protagonista sedicenne, che ha appena scoperto di essere dotato di un nuovo, straordinario potere, intraprende un rocambolesco viaggio per andare a salvare i suoi amici Speciali tenuti prigionieri in una fortezza apparentemente inespugnabile. Con lui ci sono l’adorata Emma Bloom, la ragazza capace di creare il fuoco con la punta delle dita, e Addison MacHenry, il cane dotato del fiuto giusto per seguire la traccia lasciata dagli Speciali rapiti. Insieme, i tre si lasciano alle spalle la Londra moderna per infilarsi nei vicoli labirintici di Devil’s Acre, i bassifondi più abietti dell’Inghilterra vittoriana: infatti, sarà proprio qui che il destino dei ragazzi Speciali di ogni luogo ed epoca dovrà essere deciso una volta per tutte. Come i primi due romanzi della saga, La biblioteca delle anime è un fantasy ad alto tasso di emozione impreziosito da bizzarre fotografie vintage: un’esperienza di lettura irripetibile.


RECENSIONE

Ecco un libro che non mi ha assolutamente deluso! Nonostante le piccole imperfezioni che avevo trovato nel secondo (essere una lettura incompleta per chi non ha letto il primo volume e non avere finale), in questo romanzo Ransom Riggs si è davvero superato. 
Ritroviamo i ragazzi Speciali esattamente nel punto dove li avevamo lasciati; tuttavia in queste pagine si fa meno presente il rimando a quanto avvenuto nei due romanzi precedenti, per cui la lettura può essere affrontata anche da tutti. Ovviamente chi legge il pacchetto completo ha in suo possesso molte più informazioni sui vari ragazzi speciali, sulla loro ymbrine (colei che guida e si occupa dei ragazzi speciali...nel primo romanzo! Dal secondo in poi, deve fronteggiare ben altre situazioni!) Alma Peregrine e sulle motivazioni che spingono alcuni personaggi (il terribile Caul in primis, seguito dai suoi temibili Spettri, il fratello Bentham e lo stesso Jacob) a vivere questo finale incredibile e mozzafiato.

Già nel precedente avevamo lasciato l’ambientazione londinese “in superficie” per addentraci a Devil’s Acre, una sorta di bassofondo della stessa Londra, abitato da individui abbietti e spregevoli, i cosiddetti rifiuti della società, a cui si arriva dopo un travagliato viaggio a bordo di un barca guidata da Sharon, un personaggio inquietante per le sue dimensioni e i suoi modi spicci, ma che si rivela tuttavia di grande aiuto per la buona riuscita di quest’ultima avventura.

Ritroviamo tutti i protagonisti delle avventure finora affrontate, più qualche new entry:
- Jacob ed Emma in primis, sempre più coraggiosi e maturi, daranno davvero il meglio di loro per sconfiggere il tremendo piano architettato dal nemico; in questo volume finalmente anche la loro storia d’amore impossibile troverà un finale (se positivo o negativo starà a voi scoprirlo 😉). In particolare Jacob giungerà alla definizione del suo personaggio: abbiamo conosciuto un ragazzino timido e remissivo nel primo libro, troviamo un adolescente senza paura pronto ad affrontare il tutto per tutto per salvare gli amici conosciuti poche settimane prima e lo lasceremo cresciuto e carismatico;
- gli Speciali di sempre, in condizioni ahimè disumane ma sempre pronti a seguire il loro amico Jacob, anche se in questo volume li troviamo in ruoli più secondari;
- alcune novità conosciute negli ultimi capitoli del volume precedente come Bentham, un raffinato uomo dalla mente geniale che con le sue scoperte e la sua fantasmagorica invenzione sarà da tenere sott’occhio e lo stesso Sharon, a cui accennavo poc’anzi;
- le ymbrine rapite al completo: 12, numero necessario al “cattivo” per realizzare il suo piano;
- gli spaventosi Vacui (mostri gelatinosi dai lunghi tentacoli e dai denti appuntiti) che giocheranno un ruolo importante in questo finale adrenalinico;
- Caul, il nemico n.1, colpevole della spregevole situazione vissuta da tutti per poter realizzare il suo piano più assurdo ed estremo.
Ognuno di loro lascerà un pezzetto di sé nel vostro cuore (ad eccezione di Caul, che resta diabolico e senza cuore dalla prima all’ultima pagina!): anche i personaggi più negativi hanno una speciale umanità che non lascia indifferenti, mentre i “buoni” non deludono, continuando ad instillare ottimismo e positività anche nei momenti più duri.

Lo scrittore in questo gran finale ha confermato il suo talento: vicende estreme e mozzafiato, scrittura che rapisce fin dall’inizio e che scorre veloce e coinvolgente, un pizzico di romanticismo che non fa mai male, personaggi incisivi e carismatici, il tutto condito dalla giusta suspense.

Il finale questa volta non lascia vicende in sospeso e conclude tutte le storie incontrate nel corso della trilogia, ottima cosa per me che non sopporto le conclusioni sottintese e i finali aperti.

Cari amanti della lettura, del fantasy, dell'adrenalina, delle storie di amicizia e delle ambientazioni grunge-londinesi, non fatevi scappare questi volumi: vi faranno una piacevolissima compagnia e come sempre fatemi sapere la vostra opinione!


GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 10
Scrittura: 10
Personaggi: 10
Complessivo: 10

Simo


mercoledì 21 febbraio 2018

Recensione di “Hollow City - Il ritorno dei bambini speciali di Miss Peregrine” di Ransom Riggs

Buongiorno a tutti e buona domenica.

La tosse ha deciso di non abbandonarmi più e io mi butto nella lettura per dimenticarla 😂😂😂!

Oggi vi presento il secondo volume della trilogia (quadrilogia se vogliamo contare anche I racconti degli speciali,  che però non è la continuazione della saga ma una raccolta di racconti fantastici) dei bambini speciali di Miss Peregrine...che come il precedente non delude affatto ma crea grossa dipendenza...ed è un grosso problema se non puoi addentrarti immediatamente nella continuazione, 😜😜😜!


CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA









AUTORE: Ransom Riggs
TITOLO: Hollow City - Il ritorno dei bambini speciali di Miss Peregrine
PAGINE: 430
CASA EDITRICE: Rizzoli
PERCHÉ L'HO LETTO: è il mio “Cappello Parlante” nella Challenge Hogwartsiana e quindi mi è stato consigliato dalle organizzatrici.
GENERE: fantasy


TRAMA

“Chi è Jacob Portman? Un ragazzo qualunque finito dentro un’avventura più grande di lui, o un predestinato, uno Speciale dai poteri prodigiosi, abilissimo investigatore dell’ombra e cacciatore di mostri terrificanti? Nessuno lo sa. L’unica cosa certa è che sembrano trascorsi secoli dal giorno in cui la misteriosa morte del nonno lo ha spinto a indagare sul suo passato, catapultandolo sull’isoletta di Cairnholm, al largo delle coste gallesi. È qui che si imbatte nella bizzarra e affascinante combriccola dei Bambini Speciali: creature dotate di poteri curiosi e irripetibili, membri superstiti di una stirpe meravigliosa, obbligati, per sfuggire alla persecuzione di un mondo ottusamente Normale, ad affidarsi alle inflessibili cure di Miss Peregrine, la donna-uccello in grado di manipolare il tempo. Ma ora che Miss Peregrine è ferita e non riesce a ritrovare le proprie sembianze umane, i Bambini Speciali e Jacob saranno costretti a vedersela da soli con coloro che minacciano di distruggerli usurpando la loro stranezza e dovranno abbandonare l’eterno presente in cui hanno vissuto per avventurarsinel mondo reale.”

RECENSIONE

Ritroviamo i bambini speciali esattamente nel punto dove li abbiamo lasciati e così continua la seconda grande avventura della saga!
Per me è molto difficile recensire questo libro evitando di spoilerare sulla seconda storia, ma anche sulla prima, poiché le vicende sono davvero molto intrecciate.
Così inizio subito con le uniche due pecche che ho trovato allo scrittore: non rendere fluida la lettura a chi non ha letto il primo volume (l’artefatto non viene praticamente menzionato e i protagonisti vengono presentati solamente tramite le foto - che come nel primo volume sono originali e parte integrante del romanzo - e due parole proprio stringate...insomma pare un romanzo incompleto!) e lasciare in sospeso di brutto il finale. 
Per cui a chi non desidera proseguire la lettura anche del terzo volume, sconsiglio vivamente di buttarsi in questo volume...a meno che non amiate i finali mancati!

Detto questo non ho che elogi per questo libro!
Come il precedente che ho letto tutto d’un fiato, ma mai recensito (si, se non mi spronano sono proprio pigronissima!!!), appena metti piede nel romanzo ne vieni risucchiato anima e corpo. 
Sarà per le immagini (nonostante alcune siano davvero impressionanti e spaventose), sarà per l’atmosfera molto grunge, sarà per la scrittura semplice e immediata, non se ne potrà uscire che all’ultima pagina. 
E se vogliamo essere pignoli, come vi spiegavo prima, nemmeno alla fine potrete lasciare gli Speciali, proprio perché il finale è un vero e proprio colpo di scena...personalmente sono rimasta a bocca aperta come un’allocca continuando a ripetermi che non me lo aspettavo proprio. Quindi faccio i complimenti al sig.Riggs che è riuscito a fare centro nuovamente con una scrittura coinvolgente e molto scorrevole (ho letto più di metà libro in una giornata...direi molto più che avvincente!), una storia ricca di avventure, ma anche di affetti e profonde amicizie e dei personaggi spettacolari, non solo per via delle loro doti particolari, ma soprattutto per via della profonda umanità, certamente aiutata dal loro essere “speciali” e crudelmente costretti a stare lontani dalle persone “normali”.
Non è mai semplice creare un libro, che è la continuazione di un’opera davvero ottima, lui ci è riuscito, aiutato molto probabilmente dall’aver suddiviso in tre volumi un’unica lunga storia‭.

Mi sto mordendo la lingua per non entrare nei dettagli, sia per chi non ha letto il primo, ma soprattutto per chi vuole leggere il secondo, ma due parole per Miss Peregrine e per Jacob mi sento di doverle spendere. Nonostante la diversa presenza della carismatica ymbryne (colei che si occupa dei ragazzi speciali proteggendoli e guidandoli) l’affetto che i suoi ragazzi hanno per lei, mettendo addirittura a repentaglio le loro vite ed affrontando avventure a cui non erano abituati, vista la “campana di vetro” sotto la quale sono sempre stati tenuti, la rendono una delle protagoniste a tutti gli effetti. I suoi insegnamenti, i suoi comportamenti e i suoi ragionamenti guidano i ragazzi perennemente e mi fanno provare una grossa empatia col  personaggio, nonostante nel primo volume non avesse propriamente attirato le mie simpatie. 
Al contrario di Jacob, che si trova da un giorno all’altro a passare dalla vita normale a cui era abituato ad una vita piena di stravaganze e magia e a cui non potrete che affezionarvi. Ammiro il suo coraggio, il suo senso di giustizia e ovviamente la sua curiosità di ragazzo che un po’ ingenuamente lo spinge verso una vita completamente opposta alla sua. Il nonno ha sicuramente fatto la sua parte, anche se viene menzionato molto poco (se siete interessati ad approfondire il suo personaggio, quello di Miss Peregrine e le storie dei bambini partite dal primo volume!!!), ma i ragazzi lo eleggono loro capo e lui si occupa di loro con l’affetto di un fratello maggiore...tranne che per Emma 😉!

Si tratta di un romanzo fantasy, con personaggi fuori dal comune dotati di capacità straordinarie. I cattivi (mica pensavate che in libro di cotali avventure non ci fossero!!!) sono spaventosi a partire dal loro aspetto (occhi bianchi e lunghi tentacoli per dirne due!) e compiono delle azioni davvero spregevoli. Non pensavo dopo la saga di Harry Potter di trovare una saga che mi appassionasse così, con dei personaggi ben presentati, delle avventure strabilianti e davvero ben scritta. Ho dovuto ricredermi.
Per cui se amate tutti gli ingredienti che vi ho presentato, circondati da una bella ambientazione un po’ vintage, ma anche moderna, che si muove nella zona inglese ai tempi della Seconda Guerra Mondiale (ma non solo!) questo libro, ma soprattutto questa trilogia intera, non può mancare nella vostra TBR!!!

Se ve lo steste chiedendo, sì: sto fremendo nell’attesa che il terzo volume arrivi in biblioteca!!!!


GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 9
Scrittura: 10
Personaggi: 10
Complessivo: 9 1/2

Come sempre aspetto con piacere le vostre opinioni!!!! 

Simo


venerdì 26 gennaio 2018

Recensione di “L’assassinio di Florence Nightingale Shore” di Jessica Fellowes

Ciaoooooooo!!! Sono in mutua da una settimana e non mi sono ancora ripresa, mannaggia!

Per lo meno mi è passato il mal di testa, così ho potuto dedicarmi alla lettura di questo splendido giallo, che ho gentilmente suggerito alla mia amica Luisa come regalo di Natale per me 😂😂😂!

Non riesco più a contenere l’entusiasmo che mi ha trasmesso questa lettura, per cui ve lo presento di corsa!


CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA






AUTORE: Jessica Fellowes
TITOLO: L’assassinio di Florence Nightingale Shore
PAGINE: 391
EDIZIONE: ottobre 2017 Neri Pozza
PERCHÉ L'HO LETTO: da quando è uscito, tantissime blogger sono impazzite e così  ho voluto testarlo anche io. Che scelta felicissima ho preso!!
GENERE: giallo


TRAMA

Il 12 gennaio 1920 l'infermiera Florence Nightingale Shore arriva a Victoria Station nel primo pomeriggio, in taxi, un lusso che ritiene di meritare a un passo dalla pensione e dopo una vita di sacrifici. Il mezzo di trasporto si intona, infatti, alla sua pelliccia nuova, regalo che si è concessa per il compleanno e che ha indossato per la prima volta solo il giorno precedente. Dopo aver acquistato un biglietto di terza classe per Warrior Square, Florence Nightingale Shore si accomoda nell'ultimo vagone, dove attende che il treno si metta in movimento. Poco prima della partenza nel suo scompartimento entra un uomo con un completo di tweed marrone chiaro e un cappello. È l'ultima volta che qualcuno la vedrà viva. Il giorno stesso, sulla medesima tratta, la diciottenne Louisa Cannon salta giù da un treno in corsa per sfuggire all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. A soccorrerla è un agente della polizia ferroviaria, Guy Sullivan, un ragazzo alto e allampanato, gli incisivi distanti e gli occhiali spessi e tondi che gli scivolavano sempre sul naso. Affascinato dalla determinazione della giovane, Guy si offre di aiutarla a raggiungere Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire, dove la ragazza deve sostenere un colloquio di lavoro come cameriera addetta alla nursery presso la prestigiosa famiglia Mitford. Louisa riesce a farsi assumere, divenendo istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy, una giovane donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie, talento che le permetterà poi di essere una delle più sofisticate e brillanti scrittrici britanniche del Novecento. Sarà proprio la curiosità di Nancy a spingerla a indagare, con l'aiuto di Guy, sul caso che sta facendo discutere tutta Londra: quello dell’infermiera assalita brutalmente sulla linea ferroviaria di Brighton. Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di avvincenti gialli ambientati nell’Inghilterra degli anni Venti e Trenta, con protagoniste le sei «leggendarie» sorelle Mitford. 

RECENSIONE

Il primo dei sei romanzi che vede protagoniste le sorelle Mitford inaugura sicuramente nel migliore dei modi questa serie. La scrittrice (nipote d’arte e autrice di cinque libri su Downtown Abbey) ci cala nella tipica ambientazione inglese dei primi decenni del Novecento: tra i sobborghi più poveri di Londra nei capitoli iniziali della vicenda, nella campagna circostante ad Asthall Manor per buona parte del racconto e a Londra zona benestante per alcuni episodi.
Due parole sui miei personaggi preferiti:
1) Florence Nightingale Shore, infermiera durante la cruenta prima guerra mondiale ad Ypres, si distingue per carisma e coraggio, sempre in grado di avere una parola di conforto per soldati provati dalle più estreme prove; sfortunata protagonista suo malgrado, proprio all’inizio della meritata pensione, nonostante la sua terribile dipartita, vive nelle pagine del libro e il desiderio di farle giustizia trasuda in ogni pagina; dal punto di vista più strettamente letterario, mi ha piacevolmente colpito l’inserimento delle lettere alla persona amata che rendono più comprensibile quanto accade;
2) Louisa Cannon, diciassettenne orfana di padre che vive di stenti con la madre e lo zio, personaggio terribile che, dopo averle insegnato ad “alleggerire” le tasche altrui, vuole “usarla” anche per saldare i suoi debiti di gioco. È il mio personaggio preferito: adoro come la giovane combatte allo stremo questa situazione, non esitando a gettarsi dal treno in movimento per evitare la squallida vita che le si parava davanti. Con tutte le sue forze, si tira su le maniche e trova un lavoro che le permette di aiutare la mamma, ma soprattutto di iniziare un’esistenza dignitosa. Troverà molte persone che le si affezioneranno, a partire da Nancy, la più vecchia delle sei sorelle Mitford, a cui fa da tata, alla collega Nanny Blor, a Guy, poliziotto ferroviario che si occupa delle indagini sull’omicidio;
3) Guy Sullivan con i suoi occhialoni cadenti, il ciuffo ribelle e gli incisivi distanti ha tutta la mia simpatia: dal primo momento che vede Louisa se ne innamora e diventa il suo angelo custode. La cura, le presta il denaro per arrivare al colloquio di lavoro dai Mitford, la tratta con la gentilezza a cui non è abituata e più avanti la coinvolgerà nelle sue indagini sull’omicidio di Florence. Poco considerato rispetto ai suoi fratelli, più meritevoli di lui, semplice poliziotto ferroviario, poiché andati al fronte (e non tutti ritornati), con caparbietà decide di risolvere il caso, nonostante i suoi superiori lo abbiano archiviato e addirittura licenziato lui per non aver seguito l’ordine di non occuparsene più.
La sua semplicità, timidezza, gentilezza, accanto a decisone, coraggio e caparbietà, lo rendono un personaggio a cui sarà impossibile non affezionarsi;
4) Nancy Mitford, sinceramente non è tra le figure che ho apprezzato particolarmente: viziata, egoista, perennemente scontenta della sua vita, non esita a mettere in pericolo la stessa Louisa per raggiungere i suoi futili scopi come andare ad un ballo o incontrare il suo amato. Tuttavia vuole molto bene a Louisa, ne fa la sua confidente ed amica, le rovescia addosso i suoi sentimenti di figlia incompresa e “incatenata” e la trascina in tutte le sue avventure: indagini (si anche lei si diletta investigatrice!) e ballo in primis.
Questi sono solamente alcuni dei personaggi che la Fellowes ha inserito nel suo romanzo: i protagonisti, ma non sono da meno anche tutti i secondari. A partire da Nanny Blor, a sua sorella Rosa, al collega di Guy Harry, a tutte le sorelle più piccole di Nancy, ai signori Mitford, e soprattutto al signor Roland, enigmatico spasimante di Nancy, con un ruolo centrale nella vicenda, tutti vengono descritti con completezza e dovizia di particolari, senza tuttavia risultare troppo pesanti. La scrittura è molto piacevole e scorrevole, la storia raccontata con la giusta suspense e non potrete posare il libro fino all’ultima riga. Mangerete in un attimo le quasi 400 pagine del volume, dimenticandovi la cena sul fuoco e lasciando a digiuno la vostra famiglia! 
Scherzi a parte, questo romanzo mi ha più che piacevolmente colpita: a partire dalla vicenda, molto ben narrata e coinvolgente, trattandosi di un giallo (veramente accaduto e mai risolto) ho apprezzato gli indizi sparsi per le pagine che portano il lettore a potersi fare una propria indagine personale, alla scrittura fluida e mai noiosa, ai personaggi ben illustrati e vivi e al ritmo adeguato e mai lento.

Insomma aspetto con ansia il volume n.2 della serie.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 10
Scrittura: 10
Personaggi: 10
Complessivo: 10

A presto!

Simo

sabato 20 gennaio 2018

Recensione di “David Copperfield” di Charles Dickens

Buongiorno a tutti e buon sabato! Spero che per voi sia un bel fine settimana ...per me affatto: mega influenzona, sto una pezza!

Oggi vi voglio parlare di un classico della letteratura che ho tristemente scoperto non essere la versione integrale! Lo hanno regalato a mia figlia insieme ad un sacco di altri e sono tornata indietro nel tempo: da bambina ne ho letti parecchi! E ora scopro che non tutti sono versioni complete:mi sento defraudata della mia infanzia letteraria!

Ma ora veniamo a noi, anzi a lui: David Copperfield!


CARTA DI IDENTITÀ 


COPERTINA




AUTORE: Charles Dickens
TITOLO: David Copperfield
PAGINE: 183
CASA EDITRICE: I birilli De Agostini
PERCHÉ L'HO LETTO: volevo leggere da un po’ tutti i libri che vengono regalati a mia figlia. Poi mi serviva un libro ambientato nell’800 e il gioco è fatto!
GENERE: narrativa 


TRAMA

Il piccolo David, orfano di padre, trascorre un'infanzia felice e spensierata con la fedele Peggotty e la dolce ma fragile mamma. Finché, un brutto giorno, il bimbo si ritrova in casa un patrigno, e la sua vita sembra precipitare in un incubo. Alla morte della madre, il ragazzino cerca l'aiuto della stravagante e in apparenza bisbetica prozia Betsey. Con coraggio e una forza d'animo straordinaria, grazie anche all'aiuto di amici sinceri quali il buon Traddles e l'angelica Agnes, David farà fronte ai colpi che il destino ancora gli riserva, in attesa che anche la sua sorte cominci ad arridergli. 

RECENSIONE

Che dire del mio amico Charles? Adoro il suo modo di scrivere: coinvolgente, semplice, ricco di pathos e di suspense, insomma ti sembra proprio di camminare a fianco dei personaggi quando leggi un suo libro. Se poi pensiamo di passeggiare per le strade tipicamente inglesi di Blunderstone e Londra, vedere con David le nude spiagge di Dover, respirare a pieni polmoni l’aria salmastra di Yarmouth e andare a scuola a Canterbury, il tutto in um’ambientazione deliziosamente ottocentesca, non potrete più posare questo volume!

Gli autori di questo periodo scrivono storie ricche di dramma e di disgrazie, Dickens non è da meno: David inizia la sua vita da orfano di padre, ma la mamma e la fida governante Peggotty gli regalano una prima parte di infanzia estremamente felice e serena. La madre poi si risposa e da lì partono una serie di vicende che lo porteranno a vivere mille avventure sia drammatiche che gioviali. 
Il romanzo ci accompagna fino alla vita adulta di David, anche questa ricca di episodi sia avvilenti e dolorosi che amorevoli. Tuttavia ciò che apprezzo maggiormente dell’autore è proprio la presenza perenne di speranza e di riscatto che troviamo nei suoi scritti: per quanto di brutto accada ai vari personaggi, si intravede sempre la luce in fondo al tunnel, e per me che sono una persona che adora le storie a lieto fine è una bella garanzia!

Ma veniamo subito ai personaggi: nel romanzo ce ne sono davvero parecchia sia principali che secondari, ma mi fa piacere passare in rassegna quelli che più ho amato. Vi presento quindi: Peggotty, la zia Betsey Trotwood, Dick, Micawber, Agnes e lo stesso David. Hanno dei modi fare e dei pensieri così puliti, che mi sarebbe piaciuto davvero averli come amici!

La cara Peggotty, come spesso viene chiamata dal protagonista, è un personaggio che non abbandona mai il suo David: ha per lui un affetto smisurato, lo porta con se a conoscere la propria famiglia e quando anche da adulto ha qualche necessità, corre in suo soccorso immediatamente! Praticamente una seconda mamma, dall’animo profondo: è rimasto un pezzo del mio cuore in lei.
E la zia Betsey, sorella del compianto papà di David? Tanto svitata e arcigna appare all’inizio, quanto generosa e un pilastro importante per la crescita del suo Trot (David) insieme al fidato amico Dick nell’evolversi della storia. Cercano sempre il meglio per il ragazzo e lui da adulto non esita a correre in loro soccorso quando una tremenda disavventura accade.
Non potrete che provare una totale simpatia per il sig, Micawber, sposato con la dolce Emma e padre di ben 4 pupi, non riesce proprio a capire come far quadrare i conti: viene arrestato spesso, firma cambiali che non onora e costringe la famiglia a continui cambi di città. Tuttavia, ha un cuore buono e onesto, sta male quando viene costretto a compiere nefandezze da Huriah Heep (viscido, corrotto e bugiardo antagonista di David, specialmente da adulto!), aiuta i nostri amici a risolvere un grosso intrigo e ... non ve lo dico: leggetelo da voi! 😜
Anche la dolce Agnes non potrà che riscuotere i vostri più larghi consensi: attaccatissima all’unico genitore rimastogli l’avv. Wickfield, fin da quando David entra nelle loro vite, lo consiglia, gli vuole bene ed è sempre presente, insomma è la sua migliore amica. È discreta ma non lo abbandona, nemmeno quando lui si trasferisce a Londra, resterà la sua confidente tramite le lettere che si scambiano.
Concludo riservando due parole per David, un bambino, un ragazzo e poi un uomo amabile, disponibile, capace di sognare ad occhi aperti e di donare affetto a tutti coloro che lo circondano, contorniato per fortuna da molte persone altrettanto oneste e generose che contribuiscono a formare ciò che sarà: un ottimo marito e uno scrittore adorato dal pubblico. 

Quindi cari lettori armatevi di fazzoletti, poltrona comoda, tomo integrale (avreste tutta la mia stima!) e buttatevi in questo libro che vi rapirà dalla prima all’ultima pagina! E poi, come sempre, fatemi sapere la vostra opinione 😉.



GIUDIZIO COMPLESSIVO

Trama: 10
Scrittura: 10
Personaggi: 10
Complessivo: 10

Ciao ciao e alla prossima!

Simo